Voglio ricordare questo tragico giorno come la fine. Ora e sempre, quello che oggi si vive sarà scritto nei libri di scuola. Nacqui e crebbi qui … vidi quello che non avrei mai pensato di poter vedere.
June 18, 2008 by arioch
Voglio ricordare questo tragico giorno come la fine. Ora e sempre, quello che oggi si vive sarà scritto nei libri di scuola. Nacqui e crebbi qui … vidi quello che non avrei mai pensato di poter vedere.
???
@Emo: ehilà! capisco l’incognita! Del resto ho utilizzato il blog per un piccolo momentaneo sfogo. Siccome ieri con alcune leggi approvate in parlamento questo stato ha smesso di essere una democrazia, ho ritenuto doveroso ricordare il giorno su questo breve spazio. Sono un po’ patetica, ma vedere un paese finire nella rete della dittatura dolce mi lascia un senso di vuoto e di sgomento.
Dovrei imparare a trangugiare più spesso questa dolce medicina…
Dalla lettura dei libri di storia sembra solo un angoscioso ripetersi degli eventi.
Forse l’ignoranza è davvero la cura ad ogni infelicità
Condivido il tuo sgomento e riconosco anche io in quello che succede nel nostro parlamento ultimamente quello che ho letto succedere 80 anni fa nello stesso luogo…
Ed espatriare in Spagna per quanto allettante mi sembra scappare dalla realtà.
Ah, e qui c’è una vignetta di Alberto Montt che esprime i nostri sentimenti:
http://www.dosisdiarias.com/2008/06/2008-06-19.html
@Mick78: La vignetta è perfetta per l’attuale situazione!
Fuggire è da codardi, ma rimanere è da autolesionisti.
E’ inutile cercare di convincere gli uomini a tornare sulla retta via una volta che hanno iniziato a zoppicare. La società di individui italiani non sarà mai una comunità civile perchè il suo credo non si basa sul merito, ma sul vizio.
Mi sembra di essere circondata da zombie…lentamente verso di me, pronti a divorare quel poco che resta di educazione e rispetto.
Nei prossimi giorni posterò una serie di illustrazioni sul tema.
non avevo collegato ciò che era evidentemente collegabile.
passami un sorso di medicina, va.